vincenzo venuto in gabon

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01/08/2011
Sulle tracce di Savorgnan

Il primo ricordo che ho dell’ultimo viaggio è l’oceano verde e intricato che scorre sotto di noi mentre un grande elicottero ci trasporta dalla costa che si affaccia sul Golfo di Guinea al centro del Gabon.

 

L’Africa è da sempre nel mio cuore ma sono abituato a muovermi nella savana dove gli orizzonti sono infiniti e il cielo notturno è un fiume di stelle.

L’Africa equatoriale è diversa, gli orizzonti non esistono e il cielo è sempre nascosto dalla nebbia e dalle chiome degli alberi.

 

Non è la prima volta che entro in questa “cattedrale” della natura e se devo essere sincero inizia a piacermi!!!

Certo gli animali non si vedono bene come nelle savane, ma camminare nel chiaro-scuro del sottobosco rischiando ad ogni passo di imbattersi in un elefante, in un potamocero o in un gorilla ti fanno ancora assaporare il gusto dell’avventura … quella vera!

 

Nelle foreste del Gabon ero sulle tracce di un grande avventuriero, Pietro Savorgnan di Brazzà, che 140 anni fa esplorò queste terre per conto del governo francese. Immaginate lo spirito d’avventura e il coraggio che a quei tempi ci volevano per penetrare, nel fitto di quell’oceano verde e oscuro in cui nessuno si era mai inoltrato… una “terra incognita”, come recitavano le carte geografiche del tempo.

Savorgnan, esploratore coraggioso ed assetato di conoscenza, avanzò in questa vasta regione insieme a pochi indigeni, affrontò pericoli di ogni tipo, comprese malattie sconosciute e scoprì il bacino di un fiume gigantesco: era il fiume Congo. Le sue esplorazioni permisero ai francesi di creare le colonie dell’Africa Equatoriale Francese.

Ebbene…molti in Italia non lo sanno ma…quell’uomo, era nato in Italia.

 

Ripercorrendo le tracce di questo illustre connazionale ho incontrato animali meravigliosi e talvolta letali. Una mattina per poco non schiacciai una grossa vipera rinoceronte (Bitis nasicornis) perfettamente mimetizzata con il fogliame. FFFFFFFFFSSSSSSSS. Appena sentii quel suono saltai all’indietro. Era a pochi centimetri dal mio piede e non l’avevo vista. Questi animali, fortunatamente, non sono aggressivi e non mordono facilmente; quando si sentono in pericolo la prima cosa che fanno è soffiare. Era grande e ne stava immobile nella classica posizione ad “S”…. pronta a colpire.

La vipera rinoceronte è un serpente meraviglioso; il manto ha dei disegni geometrici grigio, blu, azzurro, giallo, arancio e nero-velluto, con un grande disegno marrone a forma di freccia sopra la testa. Le protuberanze sul muso poi sono lunghe e gialle e sembrano proprio dei cornini! Giocai per qualche minuto con il pericoloso rettile e poi ognuno andò per la sua strada.

 

Nelle foreste e sulla costa del Gabon ho vissuto mille avventure come questa che, se vorrete, fra qualche mese potrete vedere in tv su La7.

Adesso sto preparando di nuovo la valigia …  questa volta sono diretto in una delle zone più selvagge e remote degli Stati Uniti.

 

Vincenzo Venuto