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04/04/2011
Missione natura in Sud Africa

Siamo appena rientrati dal Sudafrica e dal Mozambico dove abbiamo realizzato le prime tre puntate di Missione Natura. Conosco bene quelle zone perché ci lavoravo prima di iniziare con la televisione; anni passati nelle savane del Kruger a studiare i pappagalli africani.

L’estate Sudafricana (il nostro inverno) è il periodo dell’abbondanza c’è acqua ovunque e l’erba è verde. E’ il periodo in cui nascono i cuccioli. Non avevo mai visto però una savana così verde e fitta. Quest’anno le piogge sono cadute copiose e i fiumi sono gonfi d’acqua. Questo ci ha creato qualche difficoltà nella ricerca degli animali ma allo stesso tempo ci ha permesso di filmare creature insolite e inaspettate.

Un erpetologo di Hoedspruit, una cittadina ai piedi delle Klein Drakensberg, ci ha segnalato la presenza di un nido di mamba nero poco distante dalla città. Non potevamo perdere l’occasione e ci siamo appostati con due telecamere puntate sul nido. I “cuccioli” erano lì con la testolina fuori dall’uovo. Siamo rimasti due giorni ad aspettare che si decidessero ad uscire e alla fine del secondo giorno, proprio quando stavamo decidendo di abbandonare, uno dei piccoli si è deciso ed è uscito dall’uovo .... bellissimo e velenosissimo.

Non posso rivelare troppo delle meraviglie che abbiamo visto ma siamo anche riusciti a documentare il parto di un ippopotamo: la mamma e il piccolo erano sfiniti e riposavano in un’ansa tranquilla del fiume Olifants.

Anche l’esperienza in mongolfiera è stata straordinaria. Il vento che ci spingeva dolce sulla savana ci ha regalato delle prospettive uniche.

Una delle tre puntate che abbiamo realizzato era dedicata agli squali ed in particolare allo squalo bianco e al temibile squalo Zambesi. Il clima non ci ha aiutato; l’oceano era cattivo e, a causa delle forti piogge, più freddo e torbido del normale. La mia idea era quella di incontrare il grande bianco senza gabbia ma non è salutare farlo se la visibilità sott’acqua è di meno di un metro, per cui me ne sono stato al sicuro nel mio rifugio d’acciaio mentre i grandi predatori mi giravano intorno.

Lo Zambesi invece l’ho visto da vicino nelle calde e limpide acque del Mozambico. A Ponta Do Ouro c’è un pinnacolo che dalle profondità marine risale fino a 40 metri. Ci siamo appostati e gli squali non si sono fatti attendere. All’inizio erano timidi ma poi incuriositi si sono avvicinati. Sul fondo, mentre aspettavamo gli squali, un’enorme cernia, lunga quasi quanto me, ha iniziato a minacciarmi. Non le andava che fossi nel suo territorio. Mi guardava fisso negli occhi e ogni tanto mi dava una testata. Abbiamo litigato per un po’ ma alla fine ci ha accettato e mi è rimasta accanto mentre gli zambesi ci giravano intorno.

E’ stata un’esperienza meravigliosa ma non c’è tempo per riposarsi; le valigie sono già pronte. Tra qualche giorno ripartirò per il Costa Rica.

 

Vincenzo Venuto