25/11/2010
Viaggio alle Isole Lofoten

“Un'alba serena, dopo tanti giorni di nuvole, ci accompagna verso l'aeroporto di Narvik, nella Norvegia settentrionale. Poche nuvole dietro le montagne si riflettono rossastre su un grande lago, ghiacciato presso le rive.

Stiamo tornando in Italia e inconsciamente abbiamo indossato vestiti un po' piu' leggeri del solito: sbagliando, perche' fuori dall'autobus i gradi sono 10 sotto zero. Ne proviamo le conseguenze quando cominciamo a scaricare i bagagli e metterli sui carrelli, operazione lunga a causa della quantita' di materiale tecnico che ci portiamo appresso da 21 giorni. Dalla lontanissima Bergen, a sud, dove il viaggio e' cominciato.

Sono con una troupe televisiva di La7 e stiamo girando una serie di puntate per il programma Missione Natura, che andra' in onda durante le prossime feste natalizie. Il nostro obiettivo e' far incontrare al conduttore, il biologo Vincenzo Venuto, una serie di animali tipici di queste terre del Nord, e raccontare il suo viaggio. Posso dire ora che ci siamo riusciti, ma non e' stato semplice.

Intanto nelle 3 settimane le giornate buone sono state poche, e il sole quasi un miraggio. E' anche vero che in questo periodo e a queste latitudini il sole e' un miraggio, nel senso che le ore di luce vanno dalle 9 alle 14, se va bene, ma il sole in pratica non si vede mai. E ogni giorno questa finestra di luce diminuisce, fino al momento in cui l'alba e il tramonto, se riesci a vederli, coincidono. Si, coincidono: il sole sorge appena sopra l'orizzonte, fa capolino per una quindicina di minuti, poi tramonta. E dal giorno successivo il disco rimane sempre sotto la linea dell'orizzonte, per un paio di mesi.

Per chi deve fare riprese video, come noi, questa lotta contro il tempo e la luce costituisce di per se' una bella sfida, che pero' siamo riusciti a vincere grazie alla luminosita' che comunque rimane e alla bellezza straordinaria dei luoghi, che anche senza sole pieno rivelano aspetti di grande suggestione. I contatti con i ricercatori locali, preparati da mesi, ci hanno consentito di filmare la lince, il lupo, la volpe artica e perfino il possente bue muschiato nel Parco nazionale del Dovrefjell. Un animale cosi poderoso e territoriale che, ci hanno detto, prende a testate perfino i treni che si fermano nella sua zona: in quel caso, pero', e' lui ad avere la peggio...

Poi ci sono state le Isole Lofoten, forse il luogo piu' magico: una sequenza infinita di fiordi, baie e insenature, con pareti di granito levigato che si gettano nel mare o si rispecchiano nelle zone piu' interne dei fiordi. Mai visto niente del genere, eppure un po' ho girato... Seguendo i pescatori in mare abbiamo anche toccato con mano la ricchezza di queste acque fredde, dove non a caso la pesca viene esercitata da migliaia di anni e continua ad essere il motore dell'economia. Merluzzo e aringhe la fanno da padrone, anche se la quantita' pescata e' ogni anno minore.

L'obiettivo finale di tutto il viaggio, l'incontro con le renne in migrazione guidate dai pastori Sami, e' stato centrato, con tanto di inevitabile spuntino a base di carne di renna: direi simile alla pecora, molto saporita. Per molti versi la situazione era simile a quella, vissuta molte volte, dell'ospitalita' di un pastore sardo nel suo cuile: in fondo gli elementi in comune sono molti, a prescindere da clima e paesaggio.

E a proposito di clima, abbiamo provato di tutto. Dalla pioggia continua di Bergen, la "Palermo" della Norvegia, sino ai meno 19° C nelle vallate vicino Bardu, con le renne e le slitte trainate dagli Husky. Del resto cosa potevamo pretendere? E' andata anche bene, perche' il freddo e la neve sono aumentati con il progredire del viaggio verso Nord, e questo aiutera' la narrazione finale: compito che spetta da domani agli autori, me e Fabio Toncelli.

Abbiamo inserito anche un giro sul ghiacciaio piu' grande d'Europa (continentale), lo Jostedalsbreen: quasi 600 km2 e una cinquantina di lingue che scendono verso i fiordi e il mare dipingendo scenari glaciali che hanno poco da invidiare a luoghi piu' famosi.

Non conoscevo la Norvegia, e francamente non pensavo che i luoghi e i paesaggi fossero cosi' belli: un paese da percorrere con calma, fermandosi dove suggerisce l'istinto: una terra che anche nelle stagioni intermedie, o poco felici dal punto di vista meteo, vale l'esperienza del viaggio".

 

Tullio Bernabei